Da Unicas a Bruxelles. Il volo in Europa di Gabriella Sestini

Quando si è laureata, nel ’96, l’Università di Cassino e del Lazio meridionale era ancora un giovane ateneo. Così una ex-studentessa ci racconta il suo percorso da “Economia e commercio” a un ruolo di rilievo nella Commissione europea. Senza perdere il contatto con le proprie radici

5 min di lettura
di

Fra Cassino e la Marsica, in Abruzzo, oggi c’è un’ora di macchina e un nastro d’asfalto che costeggia i monti Simbruini. Ma quando Gabriella Sestini ha deciso d’iscriversi all’Università di Cassino e del Lazio meridionale, all’inizio degli anni Novanta, il viaggio da Avezzano era ben più avventuroso. «La superstrada ancora non c’era, avevo una vecchia Opel di famiglia – racconta – Eppure ho tenuto duro, fra treni a gasolio e statali di montagna, ogni settimana su e giù. Dopo un anno ospite da una zia, mi sono trasferita nella Casa dello studente gestendomi da sola tutti gli anni di frequenza. E posso dire che ne è valsa la pena».

Oltre le montagne

Come negarlo? Oggi quella studentessa tenace, uscita nel ’96 con la laurea in Economia e commercio, vive e lavora a Bruxelles, presso la Commissione Europea, come Coordinatrice del “Foro d’alto livello sulla normazione europea”, vale a dire l’organismo che stabilisce la strategia degli standard dei beni destinati al mercato comune. E applica le sue competenze all’interno della Direzione generale Grow (centrata sullo sviluppo dell’imprenditorialità), in un contesto dinamico e di grande prestigio professionale: «Fanno parte del Foro tutti gli Stati membri dell’Unione europea, le maggiori industrie e le piccole e medie imprese, gli organismi europei di normazione, gli accademici di questo settore» spiega.

Strade inimmaginabili

Raggiungerla al telefono in effetti non è stato facile, visti i molti impegni che segnano le sue giornate. Ma quando le chiediamo di raccontare il suo percorso con Unicas ci risponde con entusiasmo: «Sono anni che mi sono rimasti nel cuore. Venivo dall’Istituto tecnico commerciale Galileo Galilei di Avezzano e l’idea in famiglia era che mi sarei impegnata, dopo la laurea, nell’azienda commerciale guidata da mio papà. Invece poi si sono aperte delle strade che non immaginavamo».

Un contesto di qualità

Gabriella, infatti, durante l’università brucia le tappe: «Temevo di trovarmi in un’università marginale, che in fondo avevo scelto perché i miei si sentivano rassicurati dall’idea che mi trovassi in un piccolo centro non troppo lontano da casa, ma mi sbagliavo: avevamo dei docenti di grande livello, con il vantaggio di frequentare le lezioni senza la folla ingestibile delle università mastodontiche e di poter dialogare più da vicino con loro».

Amicizie che non si dimenticano

Internet in quegli anni ancora non era d’uso comune. Per fare ogni pratica, prenotare gli esami e quant’altro bisogna andare di persona negli uffici amministrativi. I contatti con il resto del mondo erano molto più sporadici rispetto ad oggi. Ma la curiosità di Gabriella non conosceva confini e così, grazie a una prima borsa di studio, varcò le Alpi andando per un mese alla Sorbonne di Parigi a studiare francese. Poi la sua formazione, al rientro, riprese fra lezioni, seminari, visite nelle aziende per osservare da vicino il mondo del lavoro. Ma se le chiedi di ricordare un momento in particolare di quel periodo il pensiero va ai suoi compagni di studio: «Alla Casa dello studente ho vissuto un’esperienza bellissima, con tante amicizie che ancora oggi durano. Mi ricordo le notti a preparare gli esami con gli altri fuori sede, le giornate sulla spiaggia a Gaeta perché faceva troppo caldo per studiare. Le feste ad Atina, i caffè al bar dopo la mensa. Gli scherzi, le serate con la chitarra. Bei ricordi di gioventù, quando si ha la vita davanti e tutti i progetti sembrano possibili».

La svolta con uno stage

E in effetti tutto era possibile, anche se nemmeno Gabriella forse se lo immaginava. La svolta, infatti, arrivò dopo la tesi, con la borsa di studio del programma Leonardo che le permise di approdare a Bruxelles per uno stage: «Ho fatto di tutto per vincerla, mantenendo alta la media e compilando con tanta pazienza tutta la modulistica a mano. Dico la verità, non so se in un ateneo diverso, nel quale sei un numero fra molti, sarei riuscita a costruirmi quella chance».

Il primo contratto

Era un nuovo inizio, nel quale la preparazione e l’esperienza umana accumulata negli anni di Unicas permisero a Gabriella di misurarsi con una realtà non facile: la borsa di studio, infatti, fu sospesa a causa di una crisi politica all’interno della Commissione, poi le riuscì di ottenere un contratto presso la Ong tedesca dove aveva svolto lo stage. «Furono mesi di tanto lavoro e incertezza. Dopo un anno, però, ero agente temporaneo in un’istituzione europea e dopo altri cinque ho passato un concorso per diventare funzionaria in Commissione».

Un legame che resta

Il volo era iniziato e ancora oggi prosegue su un terreno che richiede capacità di aggiornarsi, autonomia, senso delle relazioni. «È quella resilienza di cui tanto si parla oggi, la capacità di vivere la dimensione del gruppo che ho appreso in un ambiente di studio qualificato ma allo stesso tempo amichevole, forse quanto di più importante mi resta dai miei studi ad Unicas». Sarà per questo, ci confessa Gabriella, che quando torna in Italia ogni tanto passa a vedere i suoi luoghi da studentessa a Cassino, la vecchia Casa dello studente e la facoltà di allora, oggi sostituita dall’edificio nel Campus Folcara.

Sa che qui, trent’anni dopo, può ancora sentirsi a casa.

Marco Fratoddi

Direttore responsabile

Marco Fratoddi, giornalista professionista e formatore, è direttore responsabile di Unicas+. Si occupa da molti anni di tematiche ambientali, sociali e culturali, insegna Scrittura giornalistica presso il Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Cassino e del Lazio meridionale

Approfondimenti

Dossier

Ti potrebbe interessare…

Charles Yeboah Baffour nel giorno della sua laurea, con la tesi in mano all'esterno dell'Ateneo
Ateneo

Unicas non dimentica Charles Yeboah Baffour. I premi di laurea in sua memoria

Di
Unicas+, un giornale per una comunità che si trasforma
Ateneo

Benvenuti su Unicas+, il magazine di una comunità che si trasforma

Di
Il conferimento del Dottorato honoris causa Bernhard Zimmermann
Ateneo

Il più italiano dei tedeschi. Unicas conferisce il dottorato honoris causa a Bernhard Zimmermann

Di