Compie un anno, con orgoglio e ulteriore volontà d’impegno, il presidio di Unicas a disposizione di tutte le donne del territorio e delle studentesse in condizioni di violenza o discriminazione di genere. Il bilancio dell’attività e uno sguardo sul futuo
Centro antiviolenza universitario, un anno di impegno per i diritti e la parità di genere

In rappresentanza dei Centri Antiviolenza Universitari attivi presso le sedi Unicas a Cassino e Frosinone, con orgoglio ci sentiamo parte di quel “filo narrato” nel docufilm Il Filo perduto: quando le donne non avevano voce di Alessandro Scillitani e Flavia Caporuscio, che l’Ateneo ha voluto proiettare in occasione della scorsa Giornata internazionale della donna e che che lega saldamente i diritti delle donne attraverso la loro storia, tessuta con ostinata laboriosità e importanti conquiste, civili e culturali. Una strada tortuosa ma virtuosa, quella che ci condurrà allo sradicamento della violenza di genere.
Un anno di impegno sul territorio
Abbiamo da poco concluso il primo anno di attività, un percorso fatto non solo di accoglienza e supporto alle ragazze e alle donne che si sono rivolte al centro, ma anche di un paziente lavoro svolto per fare rete, in stretta collaborazione con associazioni studentesche, docenti, centri di servizi di ateneo e tutte le realtà del territorio. L’intento è quello di progettare attività di sensibilizzazione e prevenzione in modo collettivo e partecipato.
Costruire consapevolezza
In questa direzione, i Centri Antiviolenza Universitari, con la preziosa collaborazione dell’Associazione Collettiva, hanno istituito la prima edizione del Premio tesi di laurea intitolato a Michela Murgia, con l’intento di Sensibilizzare la popolazione studentesca ed accademica in materia di pari opportunità e contrasto alla violenza di genere.
Michela Murgia è stata una scrittrice ed attivista che ha fatto del linguaggio lo strumento di contestazione del patriarcato e di cambiamento culturale. Attraverso il Premio vogliamo dare valore alla sua eredità, al suo sguardo, per proseguire nel cammino verso una piena parità.
I nostri ringraziamenti
Un ringraziamento speciale va alle professoresse Fiorenza Taricone e Rosella Tinaburri, che, insieme alle operatrici antiviolenza, hanno valutato con cura le domande pervenute. La tesi vincitrice è quella della dottoressa Valentina Marrocco, dal titolo: Note di Cambiamento: Inventure Musicali ed Educazione Musicale nella Prevenzione della Violenza di Genere. Il lavoro si è distinto per innovazione e creatività – una lettura attuale del fenomeno attraverso il linguaggio musicale – e per la concretezza – la proposta di uno strumento laboratoriale di intervento applicabile.
Verso una struttura permanente di ricerca
Il premio non vuole essere solo un riconoscimento simbolico ed economico, ci auguriamo possa rappresentare la base su cui costruire un osservatorio di genere all’interno dell’università, dove la cultura possa essere prodotta e condivisa dagli studenti e dalle studentesse, per lasciare traccia di questo cammino collettivo e di questa grande eredità, per fare in modo che quel filo non si spezzi mai.
I Centri Antiviolenza Unicas, sedi di Cassino e Frosinone
Per saperne di più
Centro antiviolenza universitario
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